Credi di essere autentico o credi…in qualcosa di grande che ci sovrana? Analizziamo la teoria delle Credenze.

Oggi entriamo in un argomento decisamente attuale e dal grande valore per la crescita personale di ognuno di noi.
Se state leggendo questo blog non è assolutamente un caso, se sto scrivendo queste righe non lo è per nulla a caso. Tutto ha un senso, tutto esiste poichè ognuno di noi crea e crede in quello che è la realtà che ci si crea intorno. Credere di essere autentici e originali non è altro che la copia rielaborata di tanti esempi di vita che abbiamo incontrato nella nostra esperienza esistenziale, credere di essere unici nei propri pensieri e atteggiamenti è pura illusione se lo si pensa.
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L’atto di credere ha una sfumatura anche abbastanza religiosa, per il nostro territorio sicuramente molto Cristiano Cattolico, ci sarà un’influenza da tutto ciò che concerne le varie tappe che un buon cristiano di “rispetto” DEVE fare per il suo credo nell’essere un vero Cristiano Cattolico, quindi attraversare le varie tappe di Sacramenti dal Battesimo al Matrimonio.
L’atto di credere ha anche una sfumatura politica, oggigiorno vediamo ormai la politica lontana da un vero credo di ideali, ma mossa unitamente dal dio denaro, ma vi posso garantire che anche in politica c’è l’influenza del credo.
L’atto di credere in quello che i genitori dicono, fanno e pensano…per i nostri figli, i quali filtri non esistono, tutte le persone che li circondano sono esattamente degli idoli da imitare in cui credono fortemente nel migliore esempio da seguire.
L’atto di credere a tutto quello che ci viene propinato, che esso sia volontario o involontario, diretto o indiretto, purchè sia una credenza che si radichi in ognuno di noi…
In una società in decadenza, l’arte, se veritiera, deve riflettere la decadenza. E a meno che non voglia tradire la propria funzione sociale, l’arte deve mostrare un mondo in grado di cambiare, ed aiutare a cambiarlo.

Ernst Fischer

Dott.ssa Francesca Pilò

Dott.ssa Francesca Pilò

Svisceriamo l’argomento intervistando la dott.ssa Francesca Pilò, psicoterapeuta, Trainer in Programmazione Neuro Linguistica e Comunicazione Non Verbale, Esperta in Comunicazione strategica e Gestione del Cliente, Docente IKOS·AgeForm e Specializzata in Tecniche d’Ipnosi e coaching motivazionale.
Vincenzo:
Quanto i media, la politica, la chiesa (poiché siamo italiani) ma la religione in genere, crea le credenze…i pensieri…i meccanismi che indirizzano la vita di ognuno verso quello che non è più il contatto con sè stessi e quindi allontanando la consapevolezza del proprio io?

Francesca

Bene, innanzitutto sento sia importante precisare questo:tutte ciò che fa parte della nostra vita, le ns azioni, i ns comportamenti, i ns pensieri, quello in cui crediamo, non si colloca sullo stesso piano gerarchico, vi sono cose che hanno importanza maggiore e che a loro volta determinano quelle d’importanza minore e comunque anche quelle di gerarchia minore influenzano in un certo qual modo le gerarchie di importanza maggiore.

Gerarchie diverse che è possibile rappresentare con una piramide (la PIRAMIDE dei LIVELLI LOGICI – di R. Dilts) dove alla base si determinano le cose di rilevanza minore e via via che si sale verso il vertice si definiscono quelle più importanti per il SÉ.

La PIRAMIDE dei LIVELLI LOGICI – di R. Dilts

La PIRAMIDE dei LIVELLI LOGICI – di R. Dilts

Quelle che si pongono in alto influiscono in modo più incisivo su quelle poste in basso, e viceversa quest’ultime, seppur in maniera  meno energica comunque condizionano i livelli a salire fino al vertice.

Cominciamo ora a riempire i piani/livelli di questa piramide:

al livello che chiameremo “base” ci mettiamo l’AMBIENTE.

Per AMBIENTE,  s’intende dove ci troviamo? Pertanto risponde alla domanda DOVE? Altra domanda alla quale risponde è QUANDO? Alla quale segue la domanda CON CHI? In un certo senso l’ambiente è sinonimo di CONTESTO.

Al livello successivo ci sono i COMPORTAMENTI che rispondono alla domanda COSA o CHE COSA?  – Al gradino superiore troviamo le ABILITÀ/CAPACITÀ che rispondono alla domanda COME/QUALE?, se non ci fossero le capacità non esisterebbero alcuni comportamenti e viceversa. Al livello seguente troviamo le CREDENZE/CONVINZIONI che sono l’argomento specifico di questo articolo e danno risposta alle domande COME/QUANTO? Salendo ancora più in alto ecco che troviamo i VALORI che individuiamo attraverso la domanda PERCHÉ FACCIO QUESTA CERTA COSA? PER CHE COSA? Per valori intendiamo cose come: la giustizia – la libertà – l’amore – l’indipendenza – etc. etc. e ognuno ha la sua gerarchia di priorità e in nome di questa opera scelte di vita che definiranno la sua MAPPA DEL MONDO, ovvero la sua personale rappresentazione della realtà . In ultimo, al vertice, troviamo l’IDENTITÀ che da risposta alla domanda CHI SONO IO? L’identità ci permette di distinguerci dagli altri ed è una fusione di quel che credo, di quel che è importante per me e di quello che sono attraverso tutti questi passaggi di livello.

A salire, aprendoci verso l’alto troviamo la MISSION (la mia missione nella vita, per cosa sono sulla terra? per fare cosa? ) e oltre c’è la VISION (la partecipazione a qualcosa di più grande) che preannuncia l’evoluzione personale (SPIRITUALITÀ) che poi è il vero scopo del nostro vivere sulla terra.

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Bene, ora tornando al nostro argomento, CREDENZE/CONVINZIONI possiamo dire che molte delle nostre credenze e convinzioni si costruiscono su interpretazioni soggettive di esperienze passate inevitabilmente soggette a margini di errore.

Cosa accade poi? A un certo punto ci convinciamo (CONVINZIONE) che quel che crediamo (CREDENZA) sia immodificabile e, di conseguenza, lo accettiamo come congenito e costituzionale, es. “Sono fatto così…”.

Le convinzioni diventano perciò via via delle certezze che, a lungo andare, definiscono il modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo che ci circonda, e questo condiziona la nostra vita ancor più della sola politica o religione.

Se una persona è convinta ad esempio di “non meritare qualcosa” , tutte le sue scelte nei vari campi d’azione, saranno spesso un disastro confermando, dolorosamente, la sua convinzione di “non meritare”.

Il problema è che una volta identificatici con una certa credenza di solito non mettiamo più in dubbio che sia vera, che sia solo una delle possibili interpretazioni ma diventerà la nostra rappresentazione della realtà. Inoltre l’ambiente che ci circonda (sociale, familiare, lavorativo etc.) attraverso messaggi più o meno espliciti, confermerà la nostra credenza facendo sì, che a livello inconscio, questa si stabilizzi condizionando la percezione di noi stessi.

Come è noto, a chi conosce i meccanismi della mente, anche ciò che è inconscio condiziona il nostro comportamento, anzi numerose ricerche nel campo della neuroscienza hanno dimostrato che il 95% dei nostri comportamenti dipenda dalla nostra parte profonda ovvero l’inconscio.

Una convinzione/credenza quindi, non è altro che una conclusione sul SÉ  basata su ricordi di esperienze passate e talvolta anche da  sollecitazioni esterne derivanti spesso da Media, Politica e/o Religione, che potrebbero allontanarci dall’autentico “contatto con il SÉ” discostandoci dalla consapevolezza profonda del proprio ESSERE. In questo senso perciò si in parte ci influenzano.

Un’altro meccanismo neurofisiologico da tener presente è quello riferito a quando ci concentriamo intensamente e profondamente su un pensiero e i neuroni del nostro cervello, che si scambiano continuamente informazioni creando dei ponti tra di loro, assumono una particolare configurazione che poi si disgiunge appena smettiamo di pensarci; ma se quel pensiero rimane costante e ripetitivo per diversi giorni la morfologia può stabilizzarsi e non sciogliersi più. In questo modo creiamo una convinzione che tende a realizzare se stessa e si attiva in modo automatico. Quelle che vengono chiamate profezie auto avveranti.

Vincenzo
Come ci si può difendere da queste idee e pensieri che ci vengono iniettate ogni giorno? Come un essere umano, a prescindere dal suo credo religioso e dal suo grado culturale, può sviluppare delle anti credenze? Qual’è il primo passo verso la purificazione?
Francesca:

Restando aperti al dubbio, praticando la flessibilità e fortunatamente esistono molte tecniche per modificare le convinzioni limitanti e che ci depotenziano, come lo Psych-K, il Theta Healing (che pratichi tu Vincenzo), l’ipnosi, l’Emdr, le visualizzazioni guidate, la regressione ipnotica, le varie tecniche di PNL terapeutica ecc. ma ognuna di esse, per essere effettivamente efficace e risolutiva và inserita in un percorso di crescita personale/spirituale che apre il cuore e la mente alla consapevolezza infinita dentro se stessi.

Vincenzo:
Invitare un esperto ad “illuminare” il nostro percorso con delle domande lo ritengo limitato a quello che la vera essenza dell’ospite può rilasciare sull’argomento preso in causa, per questo motivo lascio l’ultimo spunto di riflessione libero a quello che la dott.ssa Pilò vuole donarci.
Francesca:

La presa di coscienza, la consapevolezza che siamo un sistema olistico ed ogni qualvolta si attiva una piccola trasformazione in noi, questa influenza tutto il resto del sistema. Con consapevolezza si può operare in modo profondo modificando quello che ci fa del male, ci limita, ci indebolisce.

Possiamo sempre chiedere aiuto e supporto all’universo della Comunicazione Non Verbale e della Programmazione Neuro Linguistica per allargare l’obiettivo percettivo verso ciò che è nascosto. Per capire a fondo da dove provengono i nostri comportamenti limitanti, per poi cambiarli, occorre prima di tutto considerare il ruolo che nella nostra vita hanno le credenze limitanti, le convinzioni. Entriamo ora in quei meccanismi mentali analizzati dalla P.N.L., attraverso la conoscenza dei livelli logici su citati:

Come già detto chi ne ha parlato a lungo è Robert Dilts che insieme ai fondatori della P.N.L.  Richard Bandler e John Grinder ha contribuito ad aprirci il mondo della struttura profonda dell’essere. Praticamente, ogni volta che ciascuno di noi vive un’esperienza può rendersi conto che essa è scomponibile in diversi livelli profondamente collegati fra loro.

Questa esperienza appunto può essere analizzata grazie ad alcune domande che ne focalizzano le parti:

DOVE SONO ?

COSA FACCIO ?

COME lo FACCIO ?

QUALI le CONVINZIONI COLLEGATE ?

COSA è IMPORTANTE ?

CHI SONO IO ?

 

Le risposte, a tali domande, definiscono il contesto, il comportamento, le capacità o risorse, le credenze, i valori, l’identità riferite ad una determinata esperienza.

 

Esempio:

Sono a casa con amici e vi passerò la serata (CONTESTO/AMBIENTE)

Sto parlando di argomenti molto piacevoli (COMPORTAMENTO)

So parlare bene e sono consapevole delle mie possibilità (CAPACITA’/ABILITA’)

Quanto accade mi fa star bene, sono certo che anche gli altri lo sono (CONVINZIONI/CREDENZE)

Condividere emozioni, per me è importante (VALORE)

Sono un ottimo catalizzatore d’interessi (IDENTITA’)

 

ATTENZIONE, ora, modificando anche un solo passaggio di quelli elencati, qui sopra, ecco che cambia ogni cosa nella nostra realtà’.

 

Esempio:

Sono a casa con amici e vi passerò la serata (CONTESTO/AMBIENTE)

Sto parlando di argomenti molto piacevoli (COMPORTAMENTO)

So parlare bene ma temo che i miei amici possano annoiarsi (IN-CAPACITA’)

Quanto accade mi fa star male, la serata andrà storta (CONVINZIONI/CREDENZE)

Stare con gli altri mi limita, meglio la solitudine (VALORE)

Non riesco ad essere un riferimento per gli amiciio annoio, sono noioso(IDENTITA’)

 

Da questo procedimento che dal contesto esterno ci porta fin alla nostra identità, si sviluppa un ragionamento a ritroso che dal profondo si riflette livello dopo livello fino all’ambiente esterno.

 

Esempio:

Non riesco ad essere un riferimento per gli amici – io annoio (IDENTITA’)

Stare con gli altri sarà sempre più un limite alla mia libertà è meglio la solitudine (VALORE)

In realtà per me è molto più costruttiva una serata da solo (CONVINZIONI/CREDENZE)

Del resto non sono capace di essere divertente (CAPACITA’/ABILITA’)

Preferisco essere il protagonista di qualche situazione virtuale staccando con il mondo anche per ore (COMPORTAMENTO)

Sarò solo io nella mia stanza padrone della mia realtà (CONTESTO/AMBIENTE)

 

A questo punto inconsciamente scatta l’idea che nel mondo virtual-tecnologico si può vivere qualcosa che la realtà non darà mai!!

Sarà facile abituarsi a una “realtà” semplificata, diventerà difficile staccarsi da qualcosa di così rassicurante… il mondo vero risulterà incomprensibile e poco stimolante.

Ecco come ci si chiude spesso nei siti della DEPRESSIONE!