Il potere dell’influenza sociale : vaccinazioni

influUno dei temi più scottanti e che più mi sta a cuore è quello sulle vaccinazioni. Ormai i media sparano ogni giorno informazioni, chi in libertà chi invece con qualche pressione, magari di chi ha interessi meno nobili di quelli di un genitore che vuole il meglio per il proprio figlio.

Ma facciamo un passo indietro, vorrei analizzare il perchè e il come si possa generare opinioni di massa.

L’errore per cui si tende ad interpretare il comportamento delle persone in termini di personalità, trascurando l’influenza sociale, in psicologia è detto errore fondamentale di attribuzione.

Il gioco quindi dov’è? Nel sottostimare, da parte della massa, il ruolo dell’influenza dei media e di tutto il bombardamento psicologico che si ha ovunque, dal parrucchiere al supermercato, dal giardiniere alla “zitella grande” nostra amica di parrocchia.

Oggi tutti giocano a fare gli scienziati, gli psicologi e medici, magari esclusivamente per sentito dire…quel sentito dire è il problema.

Due sono i punti del gioco sociale:

  • Il senso di falsa sicurezza: se un comportamento deviante può essere attribuito ad una “personalità tarata”, da cui ne deriva la sensazione che a noi non potrà mai capitare;
  • La tendenza a semplificare situazioni che sono molto complesse, che spesso ci impedisce di comprendere a fondo un comportamento.

E’ invece importante capire che aspetti della situazione sociale che possono sembrare anche poco importanti, producono effetti macroscopici sui comportamenti delle persone, a volte fino ad annullare l’influenza della personalità individuale.

influ1Esso alcuni aspetti psicologici che la gente non conosce in maniera consapevole:  l’individuo (che entra in un sistema di autorità) non si considera più libero di intraprendere condotte autonome e responsabile di ciò che fa, ma strumento per eseguire gli ordini dell’autorità.

Percepire le proprie azioni sotto questa luce produce modificazioni rilevanti nel suo modo di funzionare. Per fare scattare atti di OBBEDIENZA occorrono però ORDINI specifici che definiscano l’azione da compiere e l’imperativo di eseguirla.

1) SINTONIZZAZIONE (attenzione selettiva): il soggetto è molto ricettivo ai segnali dello sperimentatore e poco ricettivo a quelli dell’allievo. Concentra l’attenzione soprattutto sul compito.

2) RIDEFINIZIONE DELLA SITUAZIONE: il soggetto accetta e si adatta alla definizione della situazione che gli è proposta dall’autorità.

3) PERDITA DI RESPONSABILITA’: il soggetto si sente responsabile verso l’autorità ma non si sente responsabile delle azioni prescritte dall’autorità. Si percepisce un esecutore dei voleri

dell’autorità che ha stabilito che cosa è e che cosa non è moralmente accettabile.

4) IMMAGINE DI SE’: le azioni del soggetto poiché non derivano da motivazioni personali non hanno più alcuna conseguenza sul giudizio che egli si dà (pur compiendo azioni distruttive può considerarle estranee alla sua natura).

Ma cosa può consolidare questo tipo di situazione, che in psicologia chiamiamo Eteronomico?

1) CONCATENARSI DEGLI AVVENIMENTI: nel corso di un’azione sequenziale l’attore è influenzato dalle proprie azioni precedenti. Se il soggetto decide che non è accettabile somministrare la

il vaccino successivo al proprio figlio come può giustificare quella che ha somministrato per primo?

Se interrompe deve ammettere che tutto ciò che ha fatto fino a quel momento è “male”.

Se continua e va avanti fino in fondo riesce a giustificare il proprio comportamento precedente, che è “bene”.

2) PRESSIONI SOCIALI: Il copione che regola l’accordo fra due persone non può essere facilmente messo in discussione.

3) ANSIA: Quando il soggetto prende in considerazione l’idea di ribellarsi all’autorità, l’insorgere dell’ansia (che si traduce in tremito, risa isteriche, stato di confusione) gli segnala la necessità di non compiere l’azione proibita.

Meccanismi che riducono il conflitto a livello tollerabile:

• l’isolamento, ovvero il tentativo di proteggersi da eventi spiacevoli;

• il diniego: eliminare le evidenze per interpretare gli eventi in modo più tranquillizzante (negare tutto quello che realmente c’è in un vaccino e quello che induce in un bambino sia a livello comportamentale che di patologia in sè)

• eseguire gli ordini in modo leggero (ritardare qualche somministrazione per chi è nell’incertezza e preso da sensi di colpa prodotti da ignoranza)

• ricorrere a sotterfugi

• ridurre il senso di responsabilità personale (sviando in modo insistente le proprie responsabilità, chiedendo assicurazioni ai medici che somministrano e la propria non responsabilità, pur firmando un modulo di assunzione di responsabilità)

• convertire la tensione in sintomi psicosomatici (sudore, ansia, tremito, risa isteriche)

• esprimere dissenso sul corso degli eventi imposti (ma poi comunque cedere)

• La disobbedienza è il mezzo estremo per porre fine alla tensione e non cadere nell’influenza sociale.

Questa è una riflessione a cuore aperto sullo stato psicologico, emotivo e sociale di come una coppia vive l’arrivo di un bambino e di come affronta il tema vaccinazioni.

Il dibattito è aperto al dialogo e alle opinioni che saranno tutte rese pubbliche, sia a favore che contro senza alcuna esclusione purchè su base scientifica.

Spunti bibliografici.
(2011) Quando individui ordinari compiono atti mostruosi. Relazioni fra banalità del male, obbedienza all’autorità, realizzazione della Shoah. Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia, vol. 2,  Gli psicologi di fronte alle atrocita’ sociali. Aspetti del funzionamento psicologico dei perpetratori, in A. Chiappano e F. Minazzi Il paradigma nazista dell’annientamento. La Shoah e gli altri stermini, Firenze, Giuntina