Paolo Marrone, confidenze esclusive a Naturopatia Puglia

Io sono, noi siamo, tutti siamo

Paolo Marrone, confidenze esclusive a Naturopatia Puglia

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Paolo Marrone

Ormai in piena attività di crescita personale e ripresa di interconnessioni con anime belle dopo un’estate ricca di spunti di riflessione dalle tante letture di testi didattici e romanzi, uno tra i quali ha colto con grande interesse la mia attenzione, sto parlando dell’ultimo libro di Paolo Marrone “Il monaco che non aveva passato”.

Un testo dalla lettura scorrevole e molto piacevole, adatto a qualsiasi tipo di lettore, ben strutturato sia nella forma che nell’idea romanzata di insegnamenti dell’anima.

Scopriamo insieme chi è Paolo Marrone, come al solito pubblico anche una sua immagine poichè ritengo fondamentale anche l’approccio visivo dell’intervistato.

Vincenzo: Ciao Paolo, grazie infinite per questa concessione! Poichè nulla accade per caso, eccoci qui a discutere assieme di te, di tutto l’universo e della consapevolezza individuale, questo ricorda un pò il tuo primo libro “La via della creazione consapevole”. Ma prima di anticipare nulla, per chi non conoscesse Paolo Marrone, chi è? Come nasce il tuo percorso di crescita personale e  consapevole?

Paolo:  Grazie a te Vincenzo per questa bellissima opportunità. Il mio percorso non si differenzia da quello di molte altre persone, perché come spesso accade il tutto è cominciato da un evento apparentemente casuale. Il mio lavoro di architetto software mi portava ad andare spesso in libreria per cercare le novità più importanti nell’ambito informatico. Un giorno, (apparentemente) per caso, passando vicino allo scaffale dei libri di crescita personale, un libro attira la mia attenzione. Si intitolava “La Risposta”, e leggendo la IV di copertina, dove c’era scritto che siamo i creatori della nostra realtà, mi incuriosii e decisi di comprarlo. Arrivato a casa, nel leggerlo, mi resi incredibilmente conto del fatto che è come se quelle cose le conoscessi da sempre. Ebbi la netta sensazione che stessi ricordando, piuttosto che imparando quelle cose. Mi apparve subito chiaro, inoltre, che la legge di attrazione, della quale non avevo mai sentito parlare prima di allora, aveva molto a che fare con la fisica quantistica, una mia vecchia passione che avevo avuto modo di approfondire durante i miei studi scolastici. Capii allora che c’era un nesso tra la mia passione per la fisica e gli argomenti che stavo (ri)scoprendo. Ben presto compresi anche che la legge di attrazione era solo l’escamotage che l’Universo aveva ideato per attirare la mia attenzione, perchè il vero scopo di questo percorso è la crescita personale e la riscoperta della propria reale natura. Da allora non ho più smesso di studiare, rimettendo in discussione tutto ciò che credevo di sapere, ricercando qualsiasi fonte che potesse darmi una maggiore consapevolezza sull’argomento. Ora è diventata la mia principale passione, e sono convinto che abbia anche a che fare con la mia missione di vita.
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Vincenzo: Benissimo, adesso che abbiamo rispolverato la nostra coscienza nella tua conoscenza vorrei porti una domanda sul tuo ultimo libro “Il monaco che non aveva un passato”. Oltre a complimentarmi personalmente per la bellissima riuscita e struttura del testo, dei contenuti e degli insegnamenti…questo libro sembra l’iniziazione personale al risveglio dell’anima. La sensibilità e la molteplicità di insegnamenti importanti in un unico testo, come nasce quest’opera, è giusta la sensazione che sia un’iniziazione a tutto tondo?

Paolo: Questo libro è nato in modo del tutto anomalo, talmente tanto che io stesso ancora oggi mi stupisco quando ci ripenso. Considera che un bel giorno di circa due anni fa ho sentito forte l’impulso a scrivere sul mio taccuino alcune frasi. Stranamente mi venne di scriverle in seconda persona, come se qualcuno, appunto, me le stesse suggerendo rivolgendosi a me. Iniziai così a scrivere sempre più spesso, tutte le volte che mi veniva qualche ispirazione. La cosa strana è che queste frasi arrivavano in ordine sparso. Le prime che scrissi, per esempio, furono quelle che oggi fanno parte del terzo capitolo del libro. Pian piano quindi iniziai a costruire a ritroso la storia del viaggio in Tibet, cercando di dare una continuità logica e un nesso a tutte le idee che mi arrivavano più o meno in ordine sparso. Uso il termine ‘arrivavano’ perchè molte delle frasi dette dal Maestro non credo di averle pensate con la mia parte razionale, dato che me ne stupivo io stesso, a volte, dopo averle scritte. Considera anche che per lunghi periodi smisi di scrivere, e più volte ebbi l’impulso ad abbandonare il progetto, non riuscendo più a ‘connettermi’ e a scrivere qualcosa di valido. Sono riuscito ad andare avanti solo ritrovando la spontaneità e lo stupore iniziali, mettendo da parte la mia mente razionale che aveva l’assurda pretesa, a volte, di poter scrivere al posto del ‘Maestro’. E’ stata insomma un’avventura incredibile, e sento di essere cresciuto molto durante la sua stesura. Quindi mi sento di confermare la tua ipotesi: è stata una vera e propria iniziazione, in tutti i sensi, sia per l’autore che per il protagonista del libro.

Vincenzo: Se dovessi immaginarti di essere il Ministro dell’Istruzione, come immagineresti la scuola del futuro? Sarà una domanda premonitrice per le varie leggi universali che conosciamo?

Paolo: La scuola del futuro va costruita sulla base di insegnanti che per primi devono comprendere che non esiste alcuna differenza tra ‘maestro’ e ‘allievo’. Bisogna comprendere che siamo tutti interconnessi, e che l’insegnante deve rappresentare solo il tramite attraverso cui le conoscenze fluiscono, andando ad arricchire sia il maestro che l’allievo. Lo dico per esperienza diretta, perchè ogni mio seminario arricchisce notevolmente anche me, e ogni sessione è diversa e più ricca della precedente, proprio grazie al fatto che ogni volta ricevo delle ‘intuizioni’ e dei nuovi insegnamenti che poi vanno ad arricchire il programma. La scuola del futuro, inoltre, deve avere come scopo primario quello di valorizzare le enormi potenzialità che ognuno di noi possiede fin dalla nascita. Siamo esseri dotati di immensa creatività, e nasciamo con delle doti naturali e una missione ben precisa. Compito della scuola dovrebbe essere proprio quello di aiutarci a scoprire e a valorizzare queste enormi potenzialità. Deve insegnare prima di tutto che siamo esseri già illuminati, e che quello che abbiamo bisogno di fare è solo ‘ricordare’ cose che il nostro Vero Sè conosce già. Dovrebbe insegnarci ad usare e a fidarci di più della nostra intuizione piuttosto che della mente razionale, e molte delle attuali nozioni di fisica, chimica e biologia, a mio avviso, andrebbero profondamente riviste, nell’ottica di introdurre una visione più olistica del mondo che ci circonda, con l’essere umano posto al centro della realtà che lui stesso contribuisce a creare. Mi rendo conto che oggi è solo un’utopia, ma pian piano ci arriveremo, ne sono convinto, come risultato della naturale ed inarrestabile evoluzione dell’essere umano.

Vincenzo: Se dovessi spiegare con un esempio una legge universale con la fisica quantistica ad un bambino di 6 anni, cosa diresti?

Paolo: Qui la risposta è davvero semplice. Abbiamo già gli strumenti per farlo, basterebbe usarli. Racconterei una delle fiabe in cui il protagonista ha un grande sogno che vorrebbe si avverasse, e che alla fine riesce ad esaudire attraverso la determinazione e la volontà, unite ad una profonda convinzione che l’Universo si uniforma sempre ai nostri desideri. E’ questo che va insegnato a nostri bambini, i quali non si stupirebbero affatto, perché queste cose le sanno già. Loro sono dei sognatori incalliti, e sanno perfettamente che tutto è possibile nella vita. Se chiedi infatti a un bambino cosa vuole fare da grande non ti dirà mai l’operaio o l’impiegato. Ti dirà che vuole fare “l’astronauta”, o “la ballerina”, o “la cantante”, e non ha il benché minimo dubbio sul fatto di poterci riuscire. Si potrebbe usare la fiaba di Aladino, di Cenerentola o di Biancaneve, ma ce ne sono tante altre. I cartoni animati di Walt Disney che raccontano queste fiabe, per esempio, sono degli strumenti perfetti, l’importante è dare al bambino la giusta chiave di lettura. Basti pensare al testo della canzoncina “I sogni son desideri…”, che consiglierei di leggere anche a noi adulti.

Vincenzo: Come al solito, per tutte le interviste che ho fatto sin’ora, lascio l’ultima domanda in carta bianca….parlaci di un argomento che più ti sta a cuore e che più vuoi divulgare al grande pubblico del web.

Paolo: Una cosa cui tengo tantissimo, e che oggi rappresenta la mia prima regola di vita, è quella di invitare le persone e farsi continuamente delle domande, mettendo sempre in discussione tutto ciò che già credono di sapere. E’ l’unico modo che conosco per andare avanti nel proprio percorso di crescita personale, perchè chi si ferma sulle proprie convinzioni smette di crescere. Bisogna ridiventare un po’ bambini, riconquistando quella sana curiosità e quella voglia di crescere che avevamo da piccoli. I bambini infatti fanno un sacco di domande, e purtroppo diventiamo adulti quando smettiamo di farle, convinti erroneamente di saperne già abbastanza. Mai, e sottolineo mai, bisogna pensare di essere ‘arrivati’ o di aver raggiunto qualche meta. Il percorso non ha mete, esiste solo il percorso. Chi si fa domande riceve sicuramente prima o poi delle risposte, e come dico sempre, chi non si fa domande è destinato a dover accettare le risposte altrui.

Paolo, ti ringrazio nuovamente di cuore per la tua disponibilità ad aver accolto le mie richieste, come avevo immaginato…così è successo!

Con l’augurio di leggere nuovamente un tuo romanzo…magari un monaco che non aveva un passato bis, chissà!

A presto bell’anima!

Ecco i riferimenti personali di Paolo Marrone: www.campoquantico.it

Il suo libro è possibile acquistarlo su Amazon, anche in formato Kindle o nella libreria Il Giardino dei Libri